Sono le tre direzioni post-giubilari tracciate per la diocesi di Vicenza dal vescovo, mons. Pietro Nonis e contenute in una lettera, diffusa in questi giorni, di sole 40 righe: costume morale, iniziazione cristiana e celebrazioni eucaristiche festive.” “Non si tratta, scrive mons. Nonis, “tanto di fare cose mai fatte prima, quanto nel mettere in ciò che faremo uno spirito rinnovato. Avremmo bisogno di cambiare, per esempio, il costume morale: nell’accoglienza alla vita nascente, nella perseveranza dell’amore coniugale, nell’accompagnamento caritatevole degli anziani, minacciati dall’egoismo e dall’abbandono e dal pericolo d’una legalizzazione più o meno strisciante dell’eutanasia”. Altra preoccupazione “è l’iniziazione cristiana, il modo con cui bambini e ragazzi vengono iniziati alla vita di fede, che ha nei sacramenti la sua prima fase, decisiva per tutto il resto dell’esistenza”. Un problema, questo, non solo di “tutta la Chiesa italiana, parte della quale vede assottigliate le presenze alla catechesi già prima della cresima, ma anche delle nostre chiese del Nord-Est”. Ed infine “il numero, l’orario, il modo di celebrare l’Eucarestia nei giorni festivi, sia nelle chiese parrocchiali sia nelle altre”. A riguardo, conclude mons. Nonis, “anche piccoli cambiamenti richiedono, spesso, sforzi non piccoli, intelligente docilità, spirito di concordia e di accettazione che favorisca le iniziative e le decisioni d’insieme. In confronto alla gravità di alcuni altri, questi due problemi, che abbiamo appena accennati, possono sembrare di poco momento. Non è così: dipende dalla “iniziazione cristiana” la forza e la tonalità che l’esperienza della fede e della carità continuerà ad avere nella vita adulta”. ” “” “” “