“E’ un momento critico. La popolazione è disorientata. Sembra non creda più neanche all’iniziativa del card. Jaime Sin, primate della chiesa cattolica filippina, che ha più volte richiesto le dimissioni di Estrada”. A parlare è suor Teresa Mancini, dell’ordine delle Suore dello Spirito santo, da 15 anni, a Manila, nelle Filippine, paese che sta vivendo momenti di tensione a causa del procedimento di impeachment del presidente Joseph Estrada, accusato di arricchimento illecito, di corruzione e di violazione della Costituzione.” “”In queste ore – racconta suor Teresa – molta gente si sta recando, anche a piedi, verso la chiesa di Edsa, per richiedere a gran voce le dimissioni di Estrada e riunirsi agli altri oppositori. Il rischio di scontri e incidenti è altissimo. Ho visto bambini di pochi anni, dietro i loro genitori, trovarsi in mezzo a violente risse. In questo momento la Chiesa cerca di mediare le posizioni per evitare spargimenti di sangue”. “Il cardinale – continua la missionaria italiana – sta invitando tutti alla preghiera e a continuare il lavoro ordinario nelle scuole, nelle parrocchie. Nonostante la tensione non ho notizie di rappresaglie verso religiosi e missionari anche se è prudente evitare luoghi frequentati dai sostenitori di Estrada, in gran parte gente povera, che per pochi pesos passano giornate a manifestare per il presidente”. “Il popolo aspetta la pace è stanco di dittature e malgoverno. Bisogna pregare per un Governo che sappia ridare fiducia alla gente usando dialogo e solidarietà. Noi più che stare vicino ai poveri non possiamo. Ma i missionari sono pochi mentre i poveri, qui, sono tanti”. Ma i problemi delle Filippine non finiscono qui. “Non dimentichiamo – conclude suor Teresa – che molti cristiani, da diversi mesi, sono oggetto di persecuzioni da parte islamica nell’isola di Mindanao dove gli integralisti musulmani puntano ad avere l’autonomia di governo”. ” “” “” “