Capodanno senza strilli, per il nuovo millennio che comincia. Dopo l’enfasi del duemila sono stati ritrovati toni più pacati, familiari. Li ha ben espressi nel suo messaggio augurale il presidente Ciampi. “Ha rivendicato giustamente la sua opera discreta ma puntuale per “”rendere la nostra Italia più consapevole della sua identità””, anche valorizzando le date e i segni di un patriottismo sobrio ma evidente, armonicamente inserito in un più ampio quadro di democrazia europea e mondiale. Ha denunciato “”il rischio di disgregazione del tessuto morale”” che è presente ed è un segno, in tanti comportamenti anche collettivi, che dai valori non si può prescindere. D’altro canto ci ha anche ricordato che occorre rimboccarsi le maniche: “”le cose andranno tanto meglio per tutti noi, quanto più saremo competitivi””. Pochi, chiari riferimenti, dunque, per un nuovo anno che sembra aprirsi all’insegna dell’operosità: le buone virtù antiche, con un saldo ancoraggio morale, diventano anche chiaro orientamento nell’età della “”globalizzazione””.” “Si percepisce molto bene in questo quadro quanto la politica sia in affanno, o più esattamente, quanto rischi di apparire enfatico il cosiddetto dibattito politico, da troppo tempo proiettato sulla scadenza delle politiche di primavera. Anche da questo punto di vista Ciampi, che ha sottolineato, con riferimento alle recenti vicende americane che “”anche un solo voto conta””, ha interpretato uno stato d’animo diffuso. Limitandosi a lanciare un monito: “”non dimentichiamo gli effetti che la campagna elettorale ha sulla formazione democratica di giovani””.” “Gli auspici del presidente della Repubblica si sono intrecciati con gli auguri che il Papa ha rivolto allo stesso Ciampi e a tutti gli italiani, già a Natale e poi di nuovo a Capodanno. “”Possano continuare a manifestarsi i frutti del grande Giubileo””, ha detto Giovanni Paolo II e il presidente gli ha espresso gratitudine per la suo inesauribile spendersi, per la sua “”prorompente umanità””. ” “E’ l’esempio di un tono elevato, di un dialogo alto di cui si avverte una sempre più stringente necessità. ” “Uno dei grandi mali degli ultimi anni è stato, nel vorticoso flusso del sistema della comunicazione e del consumo globale, un progressivo scadimento del tasso di qualità. Le conseguenze in prospettiva possono essere devastanti. Fare della qualità una elementare rivendicazione di cittadinanza e un preciso criterio di giudizio può essere oggi e nella prospettiva che oggi il calendario apre un punto di riferimento per l’azione e la riflessione. Così da essere anche operosamente e serenamente ottimisti. ” “”