GIUBILEO: CARD. RUINI, “NÉ TRIONFALISMI, NÉ FINALITÀ POLITICHE”

Nel “sentimento di gioia” espresso dalla Chiesa per l’esito del Giubileo non c’è “vuoto trionfalismo”. A ribadirlo è stato il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi i lavori del Consiglio episcopale permanente, in svolgimento a Roma fino al 25 gennaio. “Confondere con il trionfalismo l’affermazione chiara della verità cristiana e del ruolo decisivo di Gesù Cristo per la salvezza del genere umano – ha precisato Ruini – significherebbe ridurre a trionfalismo la missione e l’essenza della Chiesa”. Durante il Giubileo, inoltre, la Chiesa non ha voluto “difendere le proprie posizioni etiche, o addirittura perseguire malcelate finalità politiche”. L’Anno Santo, ha spiegato infatti il presidente della Cei, è stato una “schietta esperienza di fede”, in occasione della quale “sarebbe stato ben stano che la Chiesa avesse dovuto sospendere il suo insegnamento morale, in rapporto ai problemi concreti”. Le “errate generalizzazioni” sul Giubileo, in altre parole, confermano per Ruini il “distacco” dell’attuale cultura pubblica “dalla vita e dagli interessi reali delle persone e delle comunità”. Alcuni commentatori dell’evento, ha osservato infatti Ruini, hanno sostituito “alla sostanza umana e spirituale” del Giubileo “interpretazioni di altro genere, per lo più riconducibili a dibattiti ideologici o a presunte ricerche e ambizioni di potere da parte della Chiesa”. Nella prima parte della sua prolusione, il card. Ruini ha trattato il tema del “dopo-Giubileo”, sottolineando la “profonda sintonia” tra la lettera apostolica del Papa, “Novo millennio ineunte”, e gli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il prossimo decennio, al centro dei lavori del Consiglio permanente. La lettera con cui il Papa ha concluso l’anno giubilare, ha sottolineato in particolare Ruini, fissa le “priorità i indirizzi spirituali e pastorali” che il Giubileo ha messo in luce e su cui “dovrà esprimersi il genio proprio di ciascuna Chiesa particolare”. ” “” “