E’ un invito ad “un utilizzo attivo e creativo dei mezzi di comunicazione sociale da parte della Chiesa”, soprattutto grazie alle opportunità offerte delle trasmissioni satellitari e da Internet, quello espresso dal Papa nel suo messaggio per la XXXV Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebrerà domenica 27 maggio. “Per quanto il mondo dei mezzi di comunicazione sociale possa a volte sembrare in contrasto con il messaggio cristiano”, osserva il Papa, esso “offre anche opportunità uniche per proclamare la verità salvifica di Cristo a tutta la famiglia umana. Consideriamo, ad esempio, le trasmissioni satellitari di cerimonie religiose che spesso raggiungono un pubblico mondiale, o alla capacità positiva di Internet di trasmettere informazioni e insegnamenti di carattere religioso oltre le barriere e le frontiere. Quanti hanno predicato il Vangelo prima di noi non avrebbero mai potuto immaginare un pubblico così vasto”. Per questo i cattolici “non dovrebbero aver paura di lasciare aperte le porte delle comunicazioni sociali a Cristo affinché la Sua Buona Novella possa essere udita dai tetti del mondo”. “In ogni epoca – ricorda il Santo Padre – la Chiesa offre l’unica risposta definitivamente soddisfacente agli interrogativi profondissimi del cuore umano”. Ne consegue che “la Chiesa non può non impegnarsi sempre più profondamente nel mutevole mondo delle comunicazioni sociali”, tenendo sempre presente anche il compito della missione ad gentes: “Circa due terzi dei sei miliardi di abitanti del mondo non conoscono realmente Gesù Cristo e molti di loro vivono in Paesi con antiche radici cristiane, dove interi gruppi di battezzati hanno perso il senso vivo della fede o non si considerano più membri della Chiesa”. Ecco allora che “i mezzi di comunicazione sociale di ogni tipo possono svolgere un ruolo essenziale nell’evangelizzazione diretta e nella trasmissione di verità e di valori che sostengono e accrescono la dignità dell’uomo”. I comunicatori cristiani hanno quindi “un compito profetico, una vocazione: parlare contro i falsi dei e idoli di oggi, il materialismo, l’edonismo, il consumismo, il gretto nazionalismo” e “il dovere e il privilegio” di dichiarare “la verità gloriosa sulla vita e sul destino dell’uomo rivelati nel Verbo incarnato”.