In Iraq le malattie, anche in seguito alla mancanza di acqua potabile, fognature, energia elettrica e alla malnutrizione (le 3.500 calorie giornaliere fornite dalla tessera alimentare ora devono essere ridotte a 1.100 a persona), sono aumentate da 6 a 20 volte di più. “E sono comparse malattie che in Iraq erano state già debellate – ha precisato Moubarak -, come il colera, la malaria, la scabbia”. Le leucemie sono aumentate del 17% rispetto all”89 – ha spiegato Muna Al Jibury, medico patologo -, lo stesso è accaduto “per i tumori polmonari e la sterilità nelle donne e negli uomini giovani. E le malformazioni genetiche sono il doppio dell”89: spesso i bambini nascono senza occhi o con tre teste. Sono le stesse malformazioni riscontrate nei figli dei soldati americani che hanno partecipato alla Guerra del Golfo”. Il ministro della sanità iracheno ha anche ricordato che da anni cercano di dialogare con l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unicef, “ma fino a qualche settimana fa non abbiamo mai ottenuto risposte”. Moubarak ha denunciato anche l’inefficacia del programma “Oil for food” (petrolio in cambio di cibo) ideato per mitigare un po’ gli effetti dell’embargo sulla popolazione civile: “Finora abbiamo ricevuto solo il 41,9% delle nostre richieste”. Tutti i contratti firmati con le aziende mondiali devono infatti essere approvati, con diritto di veto, dalla commissione 661 (la commissione delle sanzioni) costituita dai rappresentanti dei 15 Paesi membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu. “Gli Usa e la Gran Bretaga – ha affermato – hanno sempre la penna pronta per cancellare i contratti o per impedire l’acquisto di alcune attrezzature mediche o farmaci che devono necessariamente essere usati insieme ad altri medicinali”. Moubarak ha anche denunciato l’uso di uranio impoverito contro i palestinesi da parte delle truppe israeliane. Una conferenza pubblica su “Iraq: contaminazione radioattiva della popolazione e dell’ambiente provocata dalle armi all’uranio impoverito” si svolgerà domani a Roma (Convento dei padre Domenicani della Minerva, Piazza della Minerva, 42, ore 17.45), per iniziativa di padre Benjamin, e delle associazioni “Un ponte per…” e “Scienziate e scienziati contro la guerra”.