“Una associazione di donne di ispirazione cristiana, di donne attivamente presenti nella società, come soggetti politici, con volontà di presenza anche nella Chiesa e nel mondo”: sono le parole con cui la presidente nazionale del Cif, Alba Dini Martino, ha qualificato il Centro italiano femminile (oltre 20 mila iscritte), radunato in questi giorni a Roma per il proprio 25° congresso nazionale. I lavori, dopo l’apertura ufficiale di giovedì pomeriggio, sono proseguiti in giornata con il dibattito sulle tesi congressuali. Secondo Renata Micheli, delegata congressuale di Roma, lo “specifico” di una realtà come il Cif oggi è “la preparazione per la partecipazione della donna alla vita politica”. Anna Arnone, presidente regionale del Cif della Campania, ritiene che oggi ci sia spazio nell’associazione anche per le giovani, “per stare al passo con la storia”. “Abbiamo notato come, al centro della partecipazione di queste giovani – ha aggiunto – c’è la fede, e questo qualifica in maniera particolare il nostro essere in una associazione”. Secondo Rosella Riva, vice-presidente provinciale del Cif di Lecco, l’associazione sta promuovendo iniziative nel campo delle “pari opportunità”, in quanto – spiega – “è una occasione preziosa per favorire una crescita culturale e di partecipazione alla vita pubblica delle donne nel nostro paese”. Dora Cascone, presidente provinciale del Cif di Ragusa, ha sottolineato in particolare “il ruolo di animazione della base, soprattutto tra le donne ma senza contrapposizione nei confronti degli uomini. Il nostro intento – aggiunge – è di dare una coscienza di sé e una formazione di base, soprattutto alle donne che ne avvertono l’importanza, per una presenza più costruttiva in famiglia, nella Chiesa e nella società”.