Da alcuni anni, è cambiato in Italia il significato stesso di destra e sinistra. E’ uno “dei dati più interessanti” dell’analisi socio-politica dell’Italia che è emersa dal rapporto Eurispes 2001. A tracciarla è stato il presidente dell’istituto di ricerca, Gian Maria Fara, presentando questa mattina a Roma il rapporto. Destra e sinistra, spiega Fara, hanno innanzitutto modificato le rispettive basi sociali: “storicamente la sinistra era radicata nella classe lavoratrice e la destra ne ceto medio e medio-alto. Oggi l’appoggio alla sinistra proviene in misura crescente dai post-materialisti della classe media, mentre una destra ‘più moderna’ è sostenuta dalle più insicure fasce dei lavoratori”. “La contraddizione italiana – prosegue il presidente dell’Eurispes – conferma una confusione dei ruoli: il centrodestra utilizza messaggi e slogan che tradizionalmente appartengono alla sinistra (più posti di lavoro; più crescita economica; più solidarietà)”. “Dall’altra parte – ha proseguito Fara – lo stesso fenomeno sembra colpire la sinistra che finisce per far proprie alcune delle tradizionali problematiche moderate (sicurezza-immigrazione-sburocratizzazione). Il risultato – avverte il presidente dell’Eurispes – è che l’opinione pubblica appare sempre più frastornata e confusa da una comunicazione politica che sembra strumentale e tesa più a catturare il consenso momentaneo, toccando le corde della sensibilità contingente, che non a rappresentare con chiarezza le vere posizioni e le reali convinzioni dei partiti e degli schieramenti. Dov’è la destra, dov’è la sinistra?”. Dalla fotografia scattata dall’Eurispes appare una vita politica italiana incapace di “scelte coraggiose”. “Anche qui – osserva Fara – siamo di fronte alla mancanza di coraggio, alla incapacità di assumersi, se necessario, la responsabilità di scelte e decisioni impopolari ed alla pretesa di essere, sempre e comunque, in sintonia con una opinione pubblica incostante incoerente e nevrotica”.