EURISPES: “REAGIRE ALL’ACCIDIA SOCIALE”

“Appena due anni fa avevamo grandi progetti per il nuovo millennio che stava per arrivare. Negli ultimi mesi registriamo invece un’accidia sociale, una sorta di inerzia. A fronte di grandi pretese si riesce a fare poco o nulla”, questa è la fotografia del paese offerta da Paolo De Nardis, direttore scientifico del Rapporto Italia dell’Eurispes (Istituto di studi politici, economici e sociali) presentato questa mattina a Roma. Il Rapporto, come ogni anno, approfondisce alcune “dicotomie” che segnano la società italiana. Una di queste è la dicotomia “rumore-silenzio”: “Il silenzio – ha detto De Nardis illustrando il Rapporto – oggi così evocato e rimpianto spesso non è il silenzio dell’ascolto ma quello della pigrizia e ancora una volta, dell’accidia”. Tendiamo, afferma il sociologo, “ad accettare qualunque tipo di modello culturale”, acriticamente, “basti vedere la mediocrità e l’afasia dei nuovi divi della televisione”. E torna, dopo l’austerity degli anni ’90, “il desiderio di ostentare”, per questa ragione il Rapporto parla della dicotomia “superfluo-necessario”. Tuttavia “non si ostenta più per provocare l’invidia sociale – ha spiegato ancora De Nardis – bensì per mostrare sicurezza, per darsi la conferma di aver superato il ‘guado'”. Intanto la società si va sempre più dividendo: “E’ la ‘digital divide’, il muro che si va innalzando tra chi ha accesso alla ‘new economy’ e chi vive ancora di ‘old economy’, l’economia tradizionale”, afferma De Nardis. A suo avviso in Italia si allargherà sempre più il fossato “tra persone sempre più ricche, nella misura in cui avranno accesso ai nuovi mezzi, e persone sempre più povere”, perché imprigionate nella vecchia economia. E’ questa una delle cause della frammentazione della società che si vede divisa in “mille rivoli di interessi che difficilmente riescono ad unificarsi nel bene comune”.