La vocazione “non si scopre automaticamente o spontaneamente”, è “una via personale” che ciascuno di noi – e in particolare i giovani – è chiamato a “scoprire” all’interno di quella più generale “vocazione all’amore che dà senso alla vita”. Presenta così don Luca Bonari, direttore del Centro Nazionale Vocazioni (Cnv), l’annuale convegno dell’organismo della Cei, che si apre oggi a Roma (fino al 5 gennaio) sul tema “Come annunciare la vocazione all’amore verginale nella pastorale vocazionale”. Un tema di fondo del convegno, prosegue Bonari, è quello del “discernimento”, inteso “come atto di maturità ma anche di amore coraggioso”. Oltre a fare il punto sulle “vocazioni del nostro tempo”, a conclusione dell’anno giubilare, l’incontro promosso dal Cnv si propone di “aiutare i centri regionali vocazioni, i centri diocesani e gli animatori degli istituti di vita consacrata a riscoprire l’importanza della pastorale vocazionale, offrendo linguaggi, strumenti, esperienze e itinerari educativi capaci di veicolare l’annuncio della vocazione all’amore verginale”. E proprio in questa direzione, quella di una formazione e di un aggiornamento costante degli animatori della pastorale vocazionale, il Cnv lavorerà durante l’anno, “per arrivare – spiegano i responsabili – ad una sempre più incisiva azione pastorale che sia in grado di coinvolgere la comunità cristiana nell’accompagnamento vocazionale”. Tra i relatori del convegno – che stasera prevede una Messa presieduta dal card. Camillo Ruini, presidente della Cei – don Carlo Rocchetta, docente di teologia alla Pontificia Università Lateranense, Silvana Manfredi, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà teologica di Sicilia, padre Amedeo Cencini, docente alla Pontificia Università Salesiana.” “” “