Aborto, omosessualità, fecondazione artificiale, eutanasia. Sono alcuni dei temi che sono stati al centro di un lungo e serrato confronto tra Paolo Flores d’Arcais, direttore di “MicroMega” e il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Genova e vicepresidente della Cei. L’intervista, curata da don Marco Doldi, uscirà domani sullo stesso bimestrale: è anticipata oggi da un quotidiano nazionale e nasce dalla recente pubblicazione di “Nuova Bioetica Cristiana”, edito dalla Piemme, dove il card. Tettamanzi offre la riflessione morale della Chiesa sulle odierne tecniche applicate all’uomo e all’ambiente. “Non credo affatto – osserva Flores d’Arcais – che le posizioni della Chiesa in fatto di bioetica siano sostenibili facendo riferimento esclusivamente ad argomenti umani e razionali, gli unici che possano convincere il non credente…Io credo che le sue posizioni per reggere dovranno in definitiva far riferimento sempre, e in modo cruciale, alla fede, o restare altrimenti insostenibili”. La fede, risponde il card. Tettamanzi, “è un dono. Ma un dono che viene accolto liberamente e coscientemente dalla persona. La fede è perciò davvero e insieme una realtà divina e umana, è un dono quanto alla fonte e ai contenuti, ma non si tratta di un dono che giunge a un non-soggetto umano, bensì a un soggetto umano, che è personalmente coinvolto nell’accoglienza di questo dono attraverso la proprio consapevolezza e libertà”. “Lei dice – aggiunge Tettamanzi – che, almeno in certi casi, la fede è in conflitto con la ragione. E allora io mi chiedo se abbiamo capito fino in fondo il concetto di fede, oppure, il che è lo stesso, se abbiamo capito fino in fondo il concetto di ragione e i suoi contenuti”.