“Non aver mai la faccia scura, non far pesare sugli altri i nostri malumori, non diventare gente che ha la prerogativa di essere dei guastafeste e di rovinare a tutti anche le ore più belle”. E’ una sorta di “decalogo”, quello proposto dal card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, ai giovani, in occasione della Messa per gli studenti salesiani celebrata ieri, giorno della festa di S. Giovanni Bosco. Il “santo della gioia”, lo ha definito Biffi, ricordando che “proprio sulla strada della gioia” don Bosco “è arrivato al traguardo della santità, e allo stesso traguardo sulla tessa strada è riuscito ad avviare molti giovani che ha incontrato”. Don Bosco, morto il 31 gennaio 1888, “è vivo – ha proseguito il cardinale – con la sua figura sorridente, che qui, come in moltissime chiese nel territorio bolognese, raccoglie la devozione del nostro popolo e specialmente la preghiera delle mamme, che gli raccomandano i loro figli perché li aiuti a crescere bene, li aiuti a non sciupare la loro unica vita, li aiuti a diventare uomini forti e sereni, che non si lascino mai fuorviare dagli inganni del male e dalle insidie delle molte idee menzognere, nelle quali purtroppo essi dovranno imbattersi così spesso”. Biffi ha concluso l’omelia indicando ai ragazzi le tappe principali della “strada della gioia”, da percorrere sulla scia di don Bosco: “La prima – ha detto – è l’osservanza dei comandamenti di Dio e la fuga dal peccato, che è la più forte causa della tristezza umana. La seconda è la richiesta al Signore dei mezzi di grazia per riuscire a vincere lietamente la lotta contro il male, e primi fra tutti il sacramento della riconciliazione e il sacramento dell’eucaristia. La terza è la dolce abitudine di farsi aiutare a camminare verso la salvezza dalla Madre di Gesù e madre nostra”. ” “” “