LAVORO: VESCOVI UMBRI, AL PIÙ PRESTO UN “PIANO SOCIALE REGIONALE” E UN NUOVO STATUTO

“Assicurare alle persone e alle famiglie l’esercizio del diritto della cittadinanza, eliminando o riducendo le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare”. Questo l’intento di fondo del “piano sociale regionale” chiesto dalla Conferenza episcopale umbra (Ceu), riunitasi ieri ad Assisi. Per perseguire tale obiettivo – si legge in una nota sull’incontro, cui hanno partecipato i rappresentanti delle Consulte regionali Caritas, famiglia e giovani, problemi sociali e lavoro, giustizia e pace della Ceu, oltre al Forum regionale delle associazioni familiari – “sono determinanti la valorizzazione delle reti familiari e parentali, il riconoscimento effettivo delle istanze ecclesiali e dei soggetti del volontariato e del terzo settore con cui gli enti locali e i servizi sociali territoriali debbono instaurare rapporti di sincera e rispettosa collaborazione”. Considerato, inoltre, il “federalismo amministrativo e fiscale in atto” ed il processo già avviato dell’autonomia delle sedi di governo, i vescovi umbri ritengono urgente anche l’elaborazione del nuovo Statuto regionale, inteso come “opportunità unica per ripensare a fondo le competenze, l’organizzazione e il funzionamento della Regione”. L’obiettivo di fondo, si legge nella nota, “è il coinvolgimento e la piena responsabilizzazione di tutti i soggetti istituzionali e sociali della regione attraverso modalità democratiche fondate sulla partecipazione e sulla concertazione effettivamente praticate”. Per questo, aggiungono i rappresentanti della Ceu, “il percorso partecipativo da attivare per pervenire alla stesura del nuovo statuto dovrà essere significativo, capillare, non burocratico ma sostanziale”. La Chiesa umbra, in spirito di “sincera collaborazione con le istituzioni”, costituirà a tal fine “un apposito gruppo di esperti con il compito di pensare le linee d’indirizzo portanti del nuovo Statuto e di assicurare l’apporto delle comunità cristiane nelle varie sedi di dibattito e di confronto”.