ISLAM: MIGRANTES, IN ITALIA “LA CAUTELA NON FERMI IL DIALOGO”

“Se l’immigrazione è un fatto irreversibile e in continuo aumento, l’alternativa non è islam sì, islam no, ma lo scontro o l’incontro, ossia il dialogo”. E’ il parere della Fondazione Migrantes, che in una nota pubblicata sull’ultimo numero dell’agenzia Migranti-press si interroga su come affrontare la presenza dell’Islam in Italia, senza ignorare atti di violenza che anche in questi giorni vengono da singoli immigrati “musulmani”. “Per evitare fraintendimenti”, circa il dialogo, Migrantes ricorda che “l’Islam nella storia e anche ai giorni nostri si presenta spesso con i tratti dell’aggressività e del fondamentalismo, con grave pregiudizio della libertà religiosa e di altri valori fondamentali della persona”, per cui sono “ben giustificati senso di realismo e buona dose di cautela, ma non fino al punto di minare la legittimità della coraggiosa e nobile proposta del dialogo e della pacifica convivenza”. La nota invita però ad interrogarsi “se i musulmani che vengono tra noi per ricerca di lavoro, spinti da un disperato istinto di sopravvivenza, siano così aggressivi e radicali, addottrinati e prevenuti nei confronti del cristianesimo come certi movimenti fondamentalisti; se questi immigrati, provenienti da Paesi dove l’Islam è praticato in forme tanto diverse e spesso opposte, facciano tra loro un blocco così monolitico; se essi debbano essere proprio considerati come emissari di forze eversive straniere e se l’infiltrazione di agitatori e propagandisti, facenti magari capo a centri islamici e moschee nostrane, sia un fatto già comprovato su larga scala; se il clima culturale dell’occidente non possa favorire in loro la revisione di mentalità”.