Commentando ancora una volta le cifre dei pellegrini giunti a Roma nel corso del Giubileo appena concluso (circa 25 milioni di arrivi, secondo l’Agenzia romana per il Giubileo), il presidente del Comitato centrale, card. Roger Etchegaray ha scelto una battuta: “Il Signore non sa contare. La quantità certo è importante ma più importante ancora è la qualità. Se la quantità dei pellegrini è stata alta, la qualità è stata molto buona, anzi ottima”. Il cardinale, questa mattina in conferenza stampa, si è detto soddisfatto perché l’agenda per il Giubileo stilata dal Papa nella “Tertio Millennio Adveniente” “è stata tutta realizzata” tranne “l’incontro pancristiano che il Papa aveva auspicato e, per diverse ragioni, non abbiamo potuto organizzare”. Rammarico del card. Etchegaray anche “per l’unico appuntamento giubilare organizzato e non svolto: la Giornata per il dialogo ebraico-cristiano” del 3 ottobre scorso. Tuttavia, ha proseguito il presidente del Comitato centrale: “Alcune settimane fa a Roma, sull’isola Tiberina, si è tenuto un importante incontro tra rappresentanti cattolici ed ebrei sulla figura di Giovanni XXIII”. Nonostante tutto, per Etchegaray, “proseguiamo su un buon cammino nella relazioni con gli ebrei”. Il cardinale ha anche ricordato che “il Papa ha voluto decentrare il Giubileo. E possiamo dire ci sia riuscito. Infatti si sono moltiplicate le iniziative giubilari locali”. Oggi, ha notato, l’attuazione della missione ricevuta con il Giubileo “è tutta nelle mani delle Chiese locali”.