“E’ finito il Giubileo che ha comportato per il dialogo ecumenico una serie di problemi. E’ stato un anno di frenata per l’ecumenismo. I problemi certamente resteranno ma non possiamo tenere chiuse le porte del dialogo. Dobbiamo ripartire”. Con questa premessa, Gianni Long, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) ha presentato questa mattina a Roma il documento “Riapriamo la porta dell’ecumenismo”, una “lettera” scritta dalla Federazione alle chiese evangeliche all’indomani della chiusura dell’Anno Santo e in vista della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”. Il documento – che è stato inviato per conoscenza anche al presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, mons. Giuseppe Chiaretti – contiene una sorta di bilancio sull’anno giubilare appena concluso e una serie di proposte “concrete” per “riprendere” il dialogo. “L’anno giubilare – si legge nel testo – ha portato ad un oggettivo rallentamento del dialogo”. La Federazione esprime la propria “perplessità” soprattutto nei riguardi di alcuni temi ed episodi che si sono verificati nel corso del 2000: il documento fa quindi riferimento alla questione delle indulgenze che “ha rischiato di coinvolgere anche quel terreno comune” che è “rappresentato dalla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”. Il documento ricorda anche la beatificazione di Pio IX e alcune dichiarazioni della Congregazione per la dottrina della fede che “hanno riletto in senso restrittivo affermazioni del Concilio Vaticano II”. (segue) “” “” “”