AD UN MESE DAGLI ATTENTATI IN USA: A ROMA MUSULMANI EBREI E CRISTIANI PREGANO PER LA PACE

Insieme, ebrei, musulmani e cristiani sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, per piangere in ricordo delle vittime, per esprimere solidarietà ai familiari e al popolo americano ma soprattutto per implorare dall’unico Dio di Abramo il dono della pace. Ad un mese esatto dall’11 settembre, è iniziata questo pomeriggio alle 17 la solenne commemorazione delle vittime degli attentati terroristici negli Stati Uniti d’America. Sono presenti il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, autorità dello Stato italiano, del corpo diplomatico e l’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede. Dopo gli inni nazionali e il canto “O God beyond all praising”, hanno preso la parola con una meditazione i rappresentanti delle comunità religiose del nostro Paese: il card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana; il Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma, Elio Toaff, l’Imam della Grande Moschea di Roma, Mahmoud Sheweita, l’archimandrita della Chiesa ortodossa greca, Matteo Psomas e il pastore della Chiesa battista americana, David Hodgdon. “Dio ricco di misericordia – ha detto il card. Ruini – accogli le anime delle vittime nella tua eterna vita, dona a chi è rimasto, consolazione e speranza, rendi breve il tempo delle armi, fai che troviamo le vie di un’autentica pace, nella giustizia e nella fraternità rinnovata”. “Sappiamo – ha detto l’americano Hodgdon – che il bene è possibile. Sappiamo che Dio è buono ed è potente”. Il Rabbino Capo Toaff ha invece letto un brano del Salmo 130 (“Colui che fa regnare la pace nei cieli, con la Sua pietà conceda pace a noi e a tutto il mondo”) mentre l’Imam di Roma ha meditato sulla Sura prima del Corano. Al termine della commemorazione alcuni giovani porteranno ai rappresentanti religiosi una candela, con la quale verranno accese delle lampade. “La loro luce – hanno spiegato i promotori dell’iniziativa – vuole essere segno della speranza che riponiamo in Dio, affinché non si ripetano più eventi tanto tragici e perché il ricordo di quanti hanno perduto la vita ispiri sentimenti di rispetto della comune dignità umana e di ricerca di una autentica pace”.