SINODO DEI VESCOVI: DOPO 229 INTERVENTI, SI LAVORA ALLA SINTESI

Maestro di verità e testimone della speranza per il mondo, padre e amico dei sacerdoti, uomo di preghiera e di comunione, voce dei poveri. Così, in estrema sintesi, il circolo minore in lingua italiana – presieduto dal card. Camillo Ruini, vicario generale di Roma e presentato in Aula sinodale da mons. Giuseppe Costanzo, arcivescovo di Siracusa – ha descritto il vescovo, rispondendo alle sollecitazioni contenute nella "Relatio post discertationem". Questa mattina, alla diciannovesima Congregazione generale, sono state presentate le prime sette relazioni dei circoli minori. Le relazioni rivestono un’importanza particolare perché sono l’espressione più evidente ed elaborata del pensiero dei padri sinodali e nel loro insieme rappresentano, in qualche modo, la prima sintesi del lavoro sinodale. Il Sinodo dei Vescovi ha registrano quest’anno 229 interventi: 75 sono stati fatti in lingua inglese; 51 in italiano; 47 in francese; 42 in spagnolo; 10 in tedesco; 2 e mezzo in latino ed uno in russo. ” “In un contesto di "relativismo religioso" – ha detto mons. Costanzo riassumendo i lavori del circolo italiano – il vescovo deve dare prova di "fedeltà alla verità". "A lui – ha aggiunto – per primo compete la responsabilità dell’annuncio e della testimonianza, annuncio e testimonianza della speranza per il mondo, in particolare per i poveri". Da qui, "il suo impegno di santità" che "egli costruisce giorno per giorno dentro il gaudio e la fatica del ministero pastorale". Le difficoltà e le tentazioni che più di frequente incontrano i vescovi sono la lotta all’orologio, l’agenda fitta di impegni, lo stress psichico. Per questo, più di ogni altro, il vescovo deve essere "maestro di vita spirituale", capace cioè di ritagliarsi sempre "spazi di tempo per la preghiera e la meditazione". In particolare con i suoi sacerdoti, il vescovo vuole essere "padre vigile, guida sicura e amico fraterno". Il vescovo è chiamato inoltre a vivere "in comunione piena, visibile, operosa" con il Santo Padre. "Questa comunione – ha sottolineato il circolo italiano – si esprime in una disponibilità incondizionata, in un’obbedienza pronta e nel coraggio della difesa del papa, vincolo visibile di unità, di fronte a tutti e sempre". ” “