SINODO DEI VESCOVI: MONS. PASINYA, “LA MIA ESPERIENZA DI COMUNIONE CON IL PAPA E I VESCOVI”

Essere in comunione per “evangelizzare il mondo, per andare insieme incontro ai suoi bisogni e dare la speranza che cerca”. E’ questa “l’idea forte” di collegialità che sta emergendo in questi giorni al Sinodo dei vescovi. A tracciarla è mons. Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kisangani (Repubblica democratica del Congo) e presidente del Simposio delle Conferenze episcopali d’Africa e Madagascar. Il tema della collegialità è stato uno dei temi forti di questo Sinodo dove i vescovi hanno avuto occasione di vivere un’esperienza di comunione con il Papa e tra loro. In Aula – ha raccontato mons. Pasinya – si vive “un’atmosfera fraterna e serena”. “All’inizio, chi si conosceva, si salutava e si scambiava i ricordi. Chi invece non si conosceva, cercava di carpire il nome guardando sul badge dell’altro”. Capita anche che i vescovi di Paesi in guerra si incontrino tra loro per scambiarsi opinioni e pareri sul modo di affrontare i problemi. Sono stati giorni in cui “la difficile situazione internazionale, la guerra e la paura che ha generato tra la gente, non ci ha lasciati indifferenti”. “Il papa – ha aggiunto l’arcivescovo – è con noi sempre. Segue i lavori in aula, prende la parola, ascolta. Saluta nelle diverse lingue, in spagnolo, in francese, in inglese. E’ un fratello tra i fratelli e la sua presenza tra noi indica un modo per vivere la comunione”. “Il Santo Padre – racconta l’arcivescovo – crede nella sinodalità e nella collegialità effettiva. Consulta, ascolta e vive la comunione sul modello della Trinità. Pone anche dei gesti concreti affinché, come più volte ha detto, il ministero petrino non sia da ostacolo alla vita della Chiesa e alla sua unità visibile”.