“La ricerca della verità e il dialogo che ne consegue non si attuano soltanto nella ricerca teologica, ma soprattutto nella vita quotidiana, e non tanto attraverso gli avvenimenti che abbagliano i mezzi di comunicazione sociale, ma nei piccoli gesti di amicizia, solidarietà e fraternità”. Lo ha detto stamani il presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, mons. Stephen Fumio Hamao, durante la conferenza stampa che si è svolta in Vaticano per la presentazione del Messaggio del Papa per la 88ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2002. “Migrazioni e dialogo interreligioso”: questo il tema prescelto, in apparenza, forse “un po’ azzardato” osserva mons. Fumao, in realtà “quanto mai attuale”. “A poco più di un mese dai tragici eventi di New York e Washington – spiega – “parlare di migrazioni quando molte nazioni stanno rivedendo le loro leggi in proposito, forse rivalutando il peso da assegnare alla religione professata dai potenziali immigrati e rifugiati, e si stanno rafforzando le misure di controllo alle frontiere”, può “sembrare un mettere il dito sulla piaga”. Viceversa, ad avviso del presule, il tema prescelto dal Santo Padre è “quanto mai attuale, proprio per dare risposta all’invocazione per la pace che oggi fiorisce sulle labbra e nei cuori delle persone innocenti”, uomini e donne tesi verso l’unità: “un cammino che comporta inevitabilmente delle sfide” che occorre affrontare facendo cadere “le barriere della diffidenza, dei pregiudizi e delle paure” nella “consapevolezza di essere fratelli perché figli dell’unico Padre”.