Un grande viaggiatore che “aveva nell’Europa la sua casa”. Un fine “educatore”, che aveva “l’arte di guadagnare i cuori, specialmente quelli dei giovani”. Un “punto di unità in cui oggi cattolici e anglicani si riconoscono”. Così il card. Cormac Murphy O’Connor, arcivescovo di Westminster (Londra), mons. Giuseppe Anfossi, vescovo di Aosta, e Inos Biffi, storico medievalista, hanno definito questa mattina la fiducia di Sant’Anselmo, presentando alla stampa le iniziative che si svolgeranno nel 2002 in coincidenza con il 9° Centenario del Concilio di Londra-Westminster (1102) presieduto da Anselmo. Nativo della Valle D’Aosta, a metà strada sul cammino della via Francigena, Anselmo lasciò giovane la sua terra natale alla ricerca di una vocazione. I suoi studi lo portarono ad essere prima educatore, poi monaco, abate e infine arcivescovo di Canterbury. “Fu – ha detto il card. Cormac Murphy O’Connor – un grande predicatore e rappresenta una figura significativa per l’Europa e la cultura di oggi”. In un tempo in cui “soprattutto in Inghilterra si guarda all’Europa con diffidenza”, Sant’Anselmo “già mille secoli fa, aveva nell’Europa la sua casa”. La sua figura rappresenta anche un punto di incontro della Chiesa cattolica con la Chiesa anglicana, perché “insieme – ha aggiunto l’arcivescovo di Westminster – ci confrontiamo sempre più con un mondo secolarizzato”. “E’ guardato da cattolici e anglicani, al di là delle divisioni successive – ha aggiunto Inos Biffi – come colui che rappresenta un punto di unità in cui tutti si riconoscono”. In effetti, le iniziative promosse nel 2002 in stretta collaborazione con la Regione Valle d’Aosta, hanno un filo “ecumenico”. Si parte con un convegno internazionale su “Sant’Anselmo educatore europeo” (28 febbraio/1° marzo 2002) che conta nel comitato direttivo d’onore anche George Carey, arcivescovo anglicano di Canterbury. La Regione Valle d’Aosta offrirà inoltre un altare in marmo che verrà posto “quale segno e sigillo d’affetto” sulla tomba del Santo nella cappella a lui dedicata nella cattedrale di Canterbury. E infine nei giorni 30 aprile e 1° maggio, la diocesi di Aosta, guidata dal suo vescovo si recherà a Canterbury dove nella cattedrale cattolici e anglicani si uniranno insieme in preghiera. Si tratta del primo pellegrinaggio italiano, guidato da un vescovo cattolico, alla Cattedrale anglicana di Canterbury.