FAMIGLIA: WEIGEL, “NO” ALL’UTILITARISMO, “SÌ” ALLA “LIBERTÀ” DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA

Il futuro della famiglia non va ricercato nell'”utilitarismo pragmatico” oggi dominante, e per il quale “la libertà è essenzialmente una questione di arbitrio personale”, ma al contrario nella dottrina sociale della chiesa, per cui “la libertà non è una facoltà neutra di scelta”, bensì “la capacità di scegliere ciò che è davvero buono e di compiere liberamente tale scelta”. Lo ha detto George Weigel, docente all'”Ethics and Public Policy Center” di Washinton, intervenendo oggi al convegno su “La famiglia soggetto sociale: radici, sfide, progetti”, in svolgimento a Roma (fino al 20 ottobre) per iniziativa della Commissione episcopale per la famiglia e la vita, del Servizio Cei per il progetto culturale e del Forum delle associazioni familiari. Weigel ha fatto cenno anche alla proposta dell'”Islam attivista” per il futuro della famiglia, secondo cui “la libertà sta nell’adesione al Corano e alla legge islamica” e si concretizza in “una fede che si esprime pubblicamente in modo vigoroso, che plasma cultura”. Secondo il relatore, “può eventualmente emergere un nuovo dialogo con l’Islam sull’antropologia e la filosofia morale della libertà umana”, anche se “l’attuale incapacità dell’Islam nel fornire una giustificazione religiosa e morale della libertà religiosa e di un pluralismo sociale legittimo ne fa un partner problematico nel costruire la società libera e virtuosa, nel senso in cui questi termini sarebbero compresi da quanti sono stati educati alla dottrina sociale della Chiesa”. Per la dottrina sociale della Chiesa, ha ricordato Weigel, “la famiglia costituita da marito, moglie e figli non è semplicemente un accordo tra i molti possibili nell’organizzazione della vita sociale”, ma la base “di un ordine sociale decoroso e veramente umano”, e come tale “deve essere tutelata nella legislazione, rispettata nella società e alimentata da una cultura morale pubblica vigorosa”. ” “” “