LAVORO: UNIVERSITÀ CATTOLICA, “PIÙ STRATEGIE COMUNI TRA ATENEI, IMPRESE E NO-PROFIT”

Quale interazione tra università e mondo del lavoro? Per Michele Colasanto, prorettore vicario dell’Università cattolica, “in Italia non siamo all’anno zero ma occorre incrementare una strategia comune Università-imprese non solo sul versante della diffusione della nuova conoscenza, ma su quello della sua produzione”. Lo ha detto intervenendo ieri a Milano al 68° Corso di aggiornamento culturale dell’Università cattolica dedicato al rapporto tra università e imprese. Secondo Antonio Ballarin Denti, coordinatore scientifico della Fondazione Lombardia per l’ambiente, “il sistema formativo deve considerare la presenza di nuovi attori sul mercato, come le associazioni, le fondazioni, le organizzazioni non governative e il no-profit, che costringono l’Università a ripensare il suo ruolo e richiedono un profondo rinnovamento di mentalità e cultura dei tre grandi sistemi: Università-impresa-Istituzioni”. Per Giuseppe De Rita, presidente del Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario, bisogna soprattutto “saper creare persone capaci di organizzare umanamente, professionalmente e culturalmente la propria vita. Cosa che, ora, l’Università italiana, ancora autoreferenziale, ha difficoltà a recepire” Non così pessimista sulle università italiane è Alberto Quadrio Curzio, preside della Facoltà di Scienze politiche della “Cattolica”. “Semmai è grave – ha notato – che gli allievi, che spesso dimostrano una buona preparazione appresa nei nostri atenei, posizionandosi in modo dignitoso rispetto ai loro colleghi stranieri, non tornino in Italia”. “Situazione, questa, che non riguarda solo la responsabilità universitaria, ma anche l’offerta di lavoro dell’impresa e che implica che il mondo del lavoro divenga sempre più uno degli interlocutori privilegiati dell’Università, insieme agli studenti, all’intera società civile e alle Istituzioni”.