“Bisogna dire con forza che l’ultima parola non è la guerra ma la pace”. Lo ha detto questa mattina Sua Beatitudine Grégoire III Laham, Patriarca di Antiochia dei greco melchiti, incontrando a Roma i giornalisti a margine del Sinodo dei vescovi. In merito alla situazione mediorientale, S.B. Laham, che è stato per 26 anni vicario patriarcale a Gerusalemme, ha deto che “proprio in contemporanea con la conferenza stampa si stava svolgendo in Palestina una marcia per la pace con i capi delle 13 chiese cristiane che andavano da Betlemme alla Basilica della Natività”. Laham ha ricordato che negli scontri di ieri sono morti tre cristiani, e che “come ha ribadito il Papa con forza, la pace deve prevalere su tutto”. Grégoire III ritiene che “dopo gli attentati alle torri la situazione è cambiata ed è possibile creare una vasta alleanza per la vita e per la pace”. “La situazione – ha aggiunto – è favorevole perché anche Blair e Bush sono disponibili alla creazione dello Stato palestinese. Bisogna quindi promuovere di più sviluppo e lavoro per garantire la pace. Solo in questo modo si può combattere il fondamentalismo, il radicalismo ed il terrorismo”. “Bisogna dire con forza che l’ultima parola non è la guerra ma la Pace”. Per quanto riguarda i rapporti con i musulmani, Gregorire III ha affermato che “l’Islam non è compatto, è diverso da luogo a luogo” e che per quanto riguarda il suo paese “Dopo l’attentato alle torri i rapporti tra islamici e cristiani sono migliorati. Il dialogo sta accelerando come risposta al terrorismo”.