IL PAPA AUSPICA NUOVI RAPPORTI CON LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE

“L’azione dei membri della Chiesa in Cina non è stata sempre esente da errori… Sento profondo rammarico per questi errori e limiti del passato, e mi dispiace che essi abbiano ingenerato in non pochi l’impressione di una mancanza di rispetto e di stima della Chiesa cattolica per il popolo cinese. Per tutto questo chiedo perdono e comprensione a quanti si siano sentiti, in qualche modo, feriti da tali forme d’azione dei cristiani”. Lo scrive il Papa in un messaggio ai partecipanti al convegno internazionale “Matteo Ricci: per un dialogo tra Cina ed Occidente” che si è aperto oggi presso la Pontificia Università Gregoriana, per iniziativa della stessa università e dell’Istituto italo-cinese, in occasione del quarto centenario dell’arrivo a Pechino del gesuita missionario e scienziato Matteo Ricci.” “”La Chiesa non deve aver paura della verità storica – prosegue il Pontefice – ed è disposta, pur con intima sofferenza, ad ammettere le responsabilità dei suoi figli. La verità storica deve essere ricercata con serenità, imparzialità ed in modo esaustivo”. “Ed è con questo rinnovato e forte pensiero di amicizia verso tutto il popolo cinese che formulo l’auspicio di vedere presto instaurate vie concrete di comunicazione e di collaborazione fra la Santa Sede e la Repubblica cinese…”. Nel suo messaggio Giovanni Paolo II auspica, inoltre, “l’apertura di uno spazio di dialogo” con le Autorità cinesi in cui “superate le incomprensioni del passato, si possa lavorare per il bene del popolo cinese e per la pace nel mondo”. “Il momento attuale di profonda inquietudine – ricorda infatti il Papa – esige da tutti un appassionato impegno per favorire la creazione e lo sviluppo di legami di simpatia e di solidarietà tra i popoli”. In tale contesto, conclude il messaggio, “la normalizzazione dei rapporti tra Santa sede e Repubblica popolare cinese avrebbe indubbiamente ripercussioni positive per il cammino dell’umanità”.