Dal Sinodo dei vescovo è emersa una “pluralità” di “approcci diversificati che stanno dentro ad una forte cornice di unità ed un forte senso di comunione ecclesiale”. E’ questa l’impressione che il card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha espresso questa mattina parlando ai giornalisti della sua esperienza al Sinodo dei vescovi. La figura del vescovo – ha detto – induce ad “uno sguardo a tutto campo” sulla vita della Chiesa e questo implica necessariamente una sorta di “dispersione” degli interventi e dei temi affrontati in questi giorni. “Le situazioni di provenienza geografica e le matrici culturali – ha aggiunto il cardinale – sono molto diverse tra loro, però è interessante vedere come da questi contesti socio-culturali così diversificati emergesse con grande forza un consenso”, “una grande consonanza che deriva non solo dall’unica appartenenza ecclesiale ma anche dall’influsso della fede sulla cultura, in termini di giudizio e valutazione della realtà”. Il Sinodo si è dunque rivelato nei fatti come uno strumento di collegialità. “Lo strumento del Sinodo – ha aggiunto il card. Ruini – è difficile da maneggiare”. E lo è per due motivi: innanzitutto per il “grande numero dei partecipanti” e poi per il tempo che è “lungo” (4 settimane) ma anche “breve, se si pensa alle 4 sessioni del Concilio. Si tratta allora di capire se si vuole privilegiare l’aspetto del risultato o quello della partecipazione”. Il Sinodo attuale ha osservato il cardinale – ha certamente privilegiato “la partecipazione, dando voce a tutti”. Il Sinodo – ha poi ricordato Ruini – non si concluderà con una Dichiarazione finale in senso proprio ma con un elenco di proposizioni che saranno presentate venerdì alla stampa e con “un messaggio che il Sinodo rivolge al mondo”. Intanto dalla Sala stampa vaticana hanno fatto sapere che dal 29 settembre al 21 ottobre il sito Internet vaticano dedicato al Sinodo è stato contattato complessivamente 35 mila volta, per una media giornaliera di 1.500 consultazioni. Le più cliccate sono state le pagine di lingua inglese con il 31% dei contatti. Seguono l’italiano (25%), lo spagnolo (21%), il francese (10%), il tedesco (7%) e il portoghese (6%).