SIR EUROPA: KONDRUSIEWICZ, “PER LA COLLEGIALITÀ EPISCOPALE PRENDIAMO ESEMPIO DALLE CHIESE ORIENTALI”

“Noi siamo pronti per la visita del Papa ed anche il Patriarca ortodosso non la esclude, a certe condizioni. Dobbiamo inoltre prendere in considerazione l’opinione pubblica che, dopo il viaggio del Papa in Ucraina, si è dichiarata al 53% favorevole ad una visita di Giovanni Paolo II in Russia”, ha dichiarato l’amministratore apostolico della Russia europea, mons. Tadeusz Kondrusiewicz, in un’intervista rilasciata a margine del Sinodo dei vescovi, che sarà pubblicata sul prossimo numero del SirEuropa. “Le nostre Chiese – afferma Kondrusiewicz – sono state perseguitate per tre generazioni. Ora siamo chiamati a ricostruirne la struttura in senso morale e in senso materiale. Dobbiamo costruire una nuova Chiesa che si chiama ‘popolo di Dio’ attraverso l’evangelizzazione, la catechesi, il lavoro pastorale, il coinvolgimento dei laici. In questa opera il ruolo del vescovo è molto importante: ‘ubi episcopus-ibi ecclesia’, dove è il vescovo, là è la Chiesa. E le nostre comunità sono potute crescere in questi ultimi anni grazie alla costituzione, da parte del Papa, delle quattro amministrazioni apostoliche in cui è divisa la Russia”.” “Kondrusiewicz, nel suo intervento al Sinodo, ha invitato a rafforzare la collegialità episcopale, prendendo esempio dalle Chiese orientali. “Per volere di Gesù – spiega al Sir – San Pietro e gli apostoli compongono il ‘collegio apostolico’. I vescovi, successori degli apostoli, sono chiamati a costituire, con il successore di Pietro, un collegio sul modello di quello apostolico. In concreto, ci sono tante espressioni della collegialità episcopale. Una di queste è il Sinodo ma tale collegialità si esprime anche nelle conferenze episcopali e tra le conferenze episcopali, tra le diocesi. Aiuta ad affrontare insieme i problemi, a promuovere gemellaggi e progetti comuni. Quando, ad esempio, quattro anni fa in Russia è stata approvata una legge che ledeva la Chiesa cattolica, se non ci fosse stato il Papa a pronunciarsi in nostra difesa saremmo rimasti soli. Quella poteva essere un’occasione nella quale una più forte collegialità episcopale sarebbe stata di grande aiuto”.” “