“La cattedrale è il segno visibile della comunità diocesana: anzi in essa palpita, ringrazia, supplica, celebra l’intera Chiesa del popolo di Dio”. Lo ha ricordato stamani l’arcivescovo di Bologna, card. Giacomo Biffi, durante l’omelia della solenne celebrazione liturgica da lui presieduta in occasione della festa della dedicazione della cattedrale di San Pietro. Ripercorrendo le vicende storiche e religiose del tempio, il card. Biffi ne ha sottolineato “l’indole intrinsecamente relativa”. “La cattedrale – ha spiegato – è solo un segno” e il popolo cristiano non è necessariamente vincolato per il suo culto da luoghi fisici o strutture murarie: “ogni eucarestia ovunque si celebri, ci rende partecipi di quell’unica oblazione che è offerta sull’altare del cielo”. Pertanto, ha aggiunto, “se anche tutti i nostri luoghi sacri fossero distrutti dall’odio dissennato e dall’inesauribile insipienza umana… non ne saremmo affatto annientati, purché continui a sussistere nella professione della vera fede e nella sua inalienabile identità la famiglia dei credenti”. Da “casa di preghiera” a “scuola di preghiera”: questo è tenuta a divenire ogni assemblea di fedeli, anzi, precisa Biffi, “ogni comunità cristiana” i cui membri, quali “pietre vive”, devono “avere una sola tensione appassionata che li cementi tra loro e li preservi da ogni mortifera disgregazione: la ricerca di un’unità sostanziale di convinzioni e intenti con il magistero del vescovo, il comune desiderio di annunziare a tutti l’unico Salvatore e il suo Vangelo, la volontà permanente di conversione personale, la risposta pronta e generosa al Signore che chiama”.