“L’Europa nel cammino missionario dei ragazzi per il terzo millennio” è il tema dell’incontro dei responsabili dell’Infanzia missionaria dei Paesi del Mediterraneo e dell’Europa dell’Est che si apre oggi a Roma, presso la Pontificia Università Urbaniana. L’iniziativa, promossa dalla Pontificia opera infanzia missionaria e giunta alla terza edizione, rientra nel programma della Ceme (Conference européenne enfance missionnaire) che si riunisce in plenaria ogni due anni in Lussemburgo. Negli anni intermedi hanno invece luogo, separatamente, gli incontri del gruppo dei Paesi continentali e di quello dei Paesi mediterranei e dell’Est europeo. Dopo Madrid e Varsavia, l’odierna edizione romana, spiega la segretaria nazionale dell’Opera suor M. Teresa Crescini, si propone di “verificare lo stato di fede dei bambini in Europa, di individuare nuovi itinerari educativi alla missionarietà, di incoraggiare i Paesi dell’Est a promuovere nei ragazzi forme di solidarietà spirituale e materiale verso i coetanei, di apprendere da questi stessi Paesi la loro grande lezione di fedeltà alla Chiesa. Si cercherà di rispondere a due domande: quale spazio ai ragazzi, quale spazio alla loro fede, in Europa?”. All’incontro, che sarà inaugurato dal prefetto per la Congregazione dell’evangelizzazione dei popoli, card. Crescenzio Sepe, interverranno, tra gli altri, il direttore nazionale Pom, mons. Giuseppe Andreozzi, e mons. Domenico Sigalini, responsabile Cei per la pastorale giovanile. Momento centrale, la tavola rotonda che porrà Spagna, Portogallo, Grecia, Israele, Polonia, Ungheria, Romania, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Germania e Italia a confronto sulle realtà locali dell’evangelizzazione e della formazione missionaria dei ragazzi. “Una dimensione apostolica universale – osserva il card. Sepe – che si concretizza anche nel Fondo comune di solidarietà cui sono invitati a partecipare, e che consente ogni anno il finanziamento di oltre duemila progetti di sostegno in diverse zone di missione”.