Ogni 25 ore uno straniero subisce un atto di violenza (aggressioni, borseggio, ecc.), e un terzo di questi gesti ha una matrice xenofoba ad opera di cittadini “normali”. E’ uno dei dati emersi oggi durante la presentazione, in contemporanea a Roma e Milano, del Dossier statistico immigrazione 2001 curato dalla Caritas di Roma. Le vittime preferite – dice il Dossier – sono le donne, i luoghi più pericolosi Roma, Milano e le grandi città, anche se il fenomeno si sta estendendo anche alle province. “La discriminazione – si legge – non consiste solo negli atti compiuti per strada, ma comprende anche le ingiustizie sul luogo di lavoro, il diverso trattamento incontrato in banca al momento di accendere un conto corrente e le difficoltà incontrate nella ricerca di un alloggio”. In carcere vi sono 16.330 stranieri su 55.383 detenuti, una cifra alta anche a causa della durata dei procedimenti giudiziari, per cui la maggior parte sono semplici indagati o persone non condannate definitivamente. I tre quarti degli immigrati – dato emerso da un’indagine della Commissione nazionale per l’integrazione – si rendono conto che gli italiani hanno di loro un’immagine distorta, timori e scarse conoscenze. Secondo il Dossier gli stranieri regolari in Italia sono 1.687.000. Il 40,1% viene dall’Europa, il 27,8% dall’Africa, il 20% dall’Asia, l’11,9% dall’America e lo 0,2% dall’Oceania. In testa sono il Marocco con 160.000 presenze e l’Albania con 142.000. L’incremento annuale sarà di 110.000 nuovi immigrati l’anno, che nel 2010 supereranno il 4% dei residenti. Gli irregolari in Italia sono stimati intorno alle 200/300.000 persone. Nel 2000 sono stati respinti alle frontiere 42.000 cittadini stranieri, 23.836 espulsi e 64.734 intimati di espulsione. Dall’altra parte, metà degli immigrati è in Italia da più di 5 anni e un quinto da più di 10 anni, ma il tasso di naturalizzazione è tre volte inferiore a quello europeo.