“L’immigrazione è stabilizzata nel territorio nazionale e chiede sempre più integrazione e riconoscimento di diritti”. Lo ha affermato stamani a Roma l’on. Pier Ferdinando Casini, durante la presentazione del IX Rapporto sull’immigrazione, il Dossier statistico 2001 curato dalla Caritas. L’Italia, ha proseguito il presidente della Camera, “deve farsi carico di progetti di sviluppo nei Paesi degli immigrati”. Una scelta non solo “di solidarietà, ma di intelligenza politica e convenienza, perché dalla società multirazziale non si torna indietro”; tuttavia si deve “conciliare l’accoglienza con una regolamentazione dei flussi d’ingresso, insieme a una lotta strenua ai clandestini, spesso collegati alla criminalità”. Secondo Casini, che ha ribadito la sua personale opposizione all’introduzione del reato di immigrazione clandestina, il Dossier “raccoglie i sintomi della paura dei cittadini, una spirale di sospetto e incomprensione che però non è solo frutto di un pregiudizio razzista”. Ma le eventuali correzioni al disegno di legge non riguarderanno l’immigrazione regolare, ha assicurato, mentre va incentivato “il dibattito su ricongiungimenti familiari e diritto d’asilo. Non possiamo trasferire polemiche politiche su un tema che riguarda la vita di milioni di persone e il futuro della nostra società”. L’Italia infatti è un Paese “multiculturale nel suo Dna che, chiamando delle braccia lavorative, si ritrova con persone”, ha commentato il giornalista Rai Jean Leonard Touadi, convinto che rifiuto e diffidenza verso gli immigrati derivino dalla non conoscenza. Per favorirla è importante la mediazione femminile, ma la presenza delle donne immigrate è scesa al 45%, ha notato Pilar Saravia dell’associazione “I nostri diritti”: “Se il marito verrà espulso allo scadere del contratto di soggiorno, la moglie dovrà seguirlo: pensiamo alle conseguenze del disegno di legge in discussione”.