“Abbiate sempre viva un’altissima visione dell’uomo”. È quanto ha raccomandato ieri pomeriggio, a Bologna, il card. Giacomo Biffi, arcivescovo della città, celebrando la Santa Messa per i partecipanti al 103° Congresso nazionale di chirurgia. In questo modo, ha detto il cardinale: “manterrete sempre viva anche un’altissima visione del vostro lavoro e della vostra missione”. Anche se “l’arte di curare – ha proseguito – i malanni dell’uomo e di intervenire sulle sue membra è antica quanto il mondo; qualcosa davvero di nuovo e di beneficamente rivoluzionario è entrato nella nostra vicenda, da quando il Signore dell’universo e della storia si è identificato con il sofferente e l’infermo”. Difatti, “da allora – ha spiegato l’arcivescovo di Bologna – ogni dottore, ogni chirurgo, se agisce con animo retto e con un po’ d’amore, diventa, osiamo affermare, ‘creditore’ del Re di tutte le cose”. Da allora, l’opera del medico è sorretta – ed è una grazia saperlo cogliere – da una motivazione trascendente e da una energia sovrumana. Da allora una solidarietà nuova, una speranza nuova e più globalmente un ‘umanesimo nuovo’ ha animato e arricchito la terra”. Secondo il card. Biffi, “tale concezione che colloca l’uomo sopra ogni altra creatura, è patrimonio primariamente di chi si fa discepolo del Vangelo; tuttavia può essere condivisa anche da coloro che – pur non essendo ancora arrivati alla conoscenza del Dio creatore – conservano la sana capacità di giudizio, il senso nativo del bene e del male, la spontanea inclinazione ad amare i fratelli in umanità e ad adoperarsi per alleviare le loro pene”.