FAMIGLIA: RAPPORTO CISF, ANCORA “STABILE” IN ITALIA, MA CON MENO FIGLI E PIÙ “UNIONI LIBERE” (2)

Mentre in numerose nazioni del Nord Europa (Danimarca, Olanda, Finlandia) comincia ad invertirsi la tendenza alla diminuzione del numero dei figli, l’Italia – si legge nel rapporto del Cisf – continua a mantenere il “primato” europeo della denatalità (superata solo di misura dalla Spagna): il numero medio di figli per donna è, infatti, di 1,2, con notevoli differenze tra Nord (dove il Friuli e la Liguria sono le regioni meno “prolifiche”) e Sud (con le percentuali più alte in Campania e Sicilia). Un altro dato in controtendenza è quello della percentuale di nascite al di fuori del matrimonio: la media europea è del 25% (un bambino su quattro), mentre l’Italia presenta una percentuale al di sotto del 10% (8,7%, contro il 54% della Svezia). Molto spazio, nel rapporto, viene dedicato alla condizione della donna rispetto alle diverse fasce di età: quasi il 90% delle donne italiane vivono prevalentemente nella propria famiglia d’origine, senza figli né partner. Si tratta, osserva il Cisf, di un primato europeo, che però si dissolve col crescere dell’età, dove il modello coniugale diventa quello prevalente: oltre il 70% delle donne italiane tra 30 e 34 anni sono soprattutto con partner e figli, e la percentuale sale all’80% nelle donne tra i 40 e i 44 anni. In tutta Europa, invece, crescono l’età media della donna al primo matrimonio (per l’Italia 27,1) e l’età media delle madri al primo figlio. In quest’ultimo campo, il nostro Paese presenta un dato elevato, 28,4 anni (con un aumento di 3 anni rispetto al 1980), più alto solo in Spagna e in Olanda (rispettivamente 28,5 e 29,1). Anche qui, le donne del Sud hanno il primo figlio in media più di due anni prima, rispetto alle regioni del Nord e del Centro. In Italia, infine, rende noto il rapporto del Cisf, un quinto dei nuclei familiari (20,6%) sono formati da persone sole, due terzi delle quali sono donne.