Anche se in Italia il 90% delle persone vive in “famiglie tradizionali”, una persona su dieci sperimenta una “nuova condizione familiare”, grazie soprattutto ai “single” e ai nuclei formati da un solo genitore. E’ quanto emerge dal VII Rapporto del Cisf (Centro internazionale studi familiari) sulla famiglia in Italia, che quest’anno ha per tema: “Identità e varietà dell’essere famiglia: il fenomeno della pluralizzazione”. Nello scenario europeo, si legge nel Rapporto, l’Italia presenta una dimensione media del nucleo familiare ancora elevata (2,8 persone per nucleo) e in linea con i modelli familiari del Nord Europa. Il modello “coppia con figli” (45,4%) rimane, comunque, nel nostro Paese quello di gran lunga prevalente, ma diminuiscono le famiglie numerose e aumentano i nuclei con due membri. Le famiglie monogenitoriali, in Italia, sono l’11,4% del totale, mentre cresce la percentuale delle coppie senza figli (28,8%) e diminuisce del 4,7% la forma nucleare “completa” (entrambi i genitori con figli). Tra le “nuove condizioni familiari”, secondo il Cisf, sono numerosi i “single” (3,8%), seguiti dai nuclei monogenitoriali (3%). Le “unioni libere”, invece, costituiscono l’1,6% del totale, ma sono più che raddoppiate dal ’93 al ’98. Resta molto basso rispetto alla media europea, infine, il tasso di separazioni e divorzi (complessivamente pari all’1,7%), anche se in quindici anni le separazioni sono quasi raddoppiate e i divorzi più che raddoppiati: più della metà delle famiglie “ricostituite” a seguito di separazioni o divorzi (2%) hanno figli (segue).