Un appello “affinché tutti abbandonino le armi e riprendano i negoziati” è stato rivolto, oggi, dal Papa al presidente dell’Autorità Palestinese, Yasser Arafat, venuto in Vaticano – informa il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Joaquin navarro-Valls – “per informare sulla preoccupante situazione dei Territori palestinesi, con particolare riferimento agli ultimi tragici eventi che hanno interessato anche i luoghi santi della cristianità”. Arafat, informa il portavoce vaticano, ha manifestato “il desiderio di pace delle popolazioni palestinesi, condannando ogni forma di terrorismo”. Giovanni Paolo II, da parte sua, oltre al “cordoglio per le numerose vittime dell’interminabile spirale di violenza”, ha rinnovato l’appello “affinché tutti abbandonino le armi e riprendano i negoziati”, ribadendo – ha aggiunto Navarro – “la ben nota posizione della Santa Sede che privilegia il dialogo, l’adempimento del diritto internazionale, senza dimenticare il necessario impegno della comunità internazionale per assicurare ai popoli della regione rispetto reciproco e sicurezza per tutti”. Tutti temi, questi ultimi, che sono stati al centro anche dell’intervento di mons. Renato Martino, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, alla Quarta Commissione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove l’esponente vaticano ha illustrato la missione pontificia a favore dei rifugiati palestinesi. Martino, in particolare, ha chiesto che venga trovata “una soluzione ai multiformi problemi della regione, inclusa la questione della Città Santa di Gerusalemme” e ha auspicato “una maggiore solidarietà internazionale e una più vasta volontà politica nell’affrontare la sfida della violenza che sembra interminabile” in Medioriente. “Quando le normali condizioni di vita non sono garantite – ha aggiunto l’esponente vaticano riferendosi ai recenti atti di violenza e di guerra – la sicurezza di tutti viene minacciata”.