SIR EUROPA: LA REAZIONE DELLE COMUNITÀ ISLAMICHE FRANCESI AGLI ATTENTATI E ALLE STRAGI

“La condanna del terrorismo è unanime”, afferma padre Gilles Couvreur, per sei anni Segretario nazionale per le relazioni con l’Islam in Francia e da sempre impegnato a fianco delle comunità islamiche nelle periferie parigine. La condanna del terrorismo da parte di molti degli oltre cinque milioni di musulmani che vivono in Francia, afferma padre Couvreur in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero di SirEuropa, “è caratterizzata da una duplice motivazione: i musulmani non ammettono la violenza come mezzo di azione politica né che la loro religione venga utilizzata per coprire attentati. Questo però non si ripercuote sulle opinioni politiche. Tra i musulmani francesi, infatti, alcuni ritengono che, da un punto di vista politico, gli Stati Uniti occupino una posizione egemonica nel mondo e poco rispettosa dei diritti umani. In particolare essi denunciano i bombardamenti contro l’Iraq e il loro atteggiamento nei confronti dei Palestinesi. In entrambi i casi, denunciano violazioni dei diritti umani”. ” “Dall’interno delle comunità islamiche, Fouad Imarraine, direttore di un Centro di culto e di cultura islamica a Saint-Denis (Parigi), testimonia che i musulmani francesi “si sentono a disagio, sono nell’imbarazzo; temono che si ripeta in Afghanistan quello che è successo in Iraq: a dispetto dei bombardamenti, il potere rimane saldo nelle stesse mani e sono i civili a soffrire. Parallelamente, in tutto questo tempo, la questione palestinese non ha trovato una soluzione”. “Noi stessi – prosegue Fouad Imarraine – ci poniamo un interrogativo: un attacco simile a quello perpetrato l’11 settembre, può essere accettato in nome del Corano? È consentito o no? Al riguardo è nato un dibattito in seno alla comunità musulmana, che ha portato ad una condanna quasi unanime. Solo una piccola porzione di noi vede il mondo diviso in due: la metà islamica e l’altra metà che rifiuta il messaggio dell’Islam”.” “