“Nel rispetto dei diritti umani, il segreto della pace vera”, prende spunto dal tema scelto dal Papa per la Giornata mondiale della pace del 1999, l’editoriale di Maria Rita Saulle, ordinario di diritto internazionale all’Università di Roma “La Sapienza”, che sarà pubblicato sul prossimo numero di SirEuropa. “Oggi, finalmente, appare a tutti chiaro – scrive Saulle – anche al di fuori delle sedi delle Organizzazioni internazionali, a livello mondiale – come l’Onu e l’Unesco – e regionale – come il Consiglio d’Europa e l’Unione Europea – che la cultura della pace, applicata alla realtà impone a tutti sacrifici, modelli nuovi, limiti all’egocentrismo di Stati, di individui e gruppi. La cultura e la pratica della pace impongono la prevenzione dei conflitti, la quale, a sua volta, richiede la creazione di situazioni di non eccessiva disparità economica tra i popoli e gli individui”.” “”Ripensando al messaggio per la pace lanciato dal Papa nel 1999, ‘nel rispetto dei diritti umani, il segreto della pace vera’ – prosegue la docente – si può dire che esso, in questa contingenza, ha mantenuto ed evidenziato il suo valore e significato. La guerra difatti determina la sospensione dell’esercizio di tutti i diritti: civili e politici, economici, sociali e culturali, la povertà interrompe o nega addirittura l’esercizio dei diritti economici, sociali e culturali. Oggi, finalmente, tutti riconoscono che solo l’interconnessione dei diritti – che includono naturalmente anche quelli alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile – può garantire una vita decorosa ai singoli ed ai gruppi – ed essere un mezzo di prevenzione dei conflitti. Ripensare alla pace, in termini concreti, può dunque implicare limitazioni e sacrifici. Ma questi rappresentano ben poca cosa di fronte alle perdite di vita da parte di innocenti, alle distruzioni delle civiltà: ferite difficilmente rimarginabili e che, ormai nel mondo globalizzato, colpiscono indiscriminatamente tutti i popoli e tutti gli individui”.” “” “