GIOVANNI PAOLO II: C’È DIO “DIETRO LE QUINTE” DELLA STORIA

E’ Dio “il regista misterioso e invisibile, che rispetta la libertà delle sue creature, ma al tempo stesso tiene in mano le fila delle vicende del mondo”. Di un Dio che sta “dietro le quinte” della storia ha parlato oggi il Papa, nella consueta udienza del mercoledì, in cui il pontefice ha sottolineato che il mondo, dopo la creazione divina non è “abbandonato a se stesso”, ma anzi “trae continuamente all’essere” la creazione uscita dalle mani di Dio”. Il Papa ha così colto l’occasione per sottolineare la necessità del “ripudio dell’idolatria”: “Dio è per definizione l’Unico. Nulla gli si può paragonare. Tutto gli è subordinato”. Non ci si può, perciò, mettere “in adorazione davanti a un prodotto dell’uomo”, poiché “è in gioco la sapiente pedagogia divina che, attraverso una rigida disciplina di esclusione delle immagini, protesse storicamente Israele dalle contaminazioni politeistiche”. La Chiesa, ha ricordato Giovanni Paolo II, ha riconosciuto nel Secondo Concilio di Nicea (anno 787) “la possibilità di usare le immagini sacre, purché intese nel loro valore essenzialmente relazionale”. Resta comunque “profetico”, per il Papa, il “monito” lanciato “nei confronti di tutte le forme di idolatria, spesso celate più che nell’uso improprio delle immagini, negli atteggiamenti con cui uomini e cose vengono considerati come valori assoluti e sostituiti a Dio stesso”.