Le Chiese sono “chiamate a stimolare l’interesse dei cittadini a partecipare al dibattito europeo chiedendo chiarezza ai governanti riguardo alle finalità del progetto europeo”. Lo ha detto Sylvie Goulard, diplomatico francese e membro del Gopa, il Gruppo di consiglieri politici del presidente della Commissione europea, al seminario di dialogo “Il futuro dell’Unione europea: Laeken e dopo…”, organizzato dallo stesso Gopa con la Commissione chiesa e società della Conferenza delle chiese europee (Kek) e la Commissione delle conferenze episcopali della Comunità europea (Comece).” “L’incontro, che si è svolto a Bruxelles lo scorso 30 ottobre, è stato il primo “in merito al tema del futuro dell’Ue per favorire l’evoluzione del dialogo con il contributo delle Chiese”. A riguardo Ricardo Franco Levi, Direttore del Gopa, ha affermato che “l’esercizio di ridefinire le regole comunitarie non si può fare senza che la voce dei Cittadini trovi ascolto. Le Chiese e le comunità religiose hanno un contributo molto importante da offrire, malgrado la reticenza di molti Stati membri ad assegnare alla religione un ruolo formale in seno alla Convenzione che sarà incaricata di redigere l’agenda della Conferenza Intergovernativa (Cig) del 2004”. Posizione condivisa anche da François Scheer, già Ambasciatore francese in Germania e attualmente Presidente della Commissione Scienza e Società della Federazione protestante francese, per il quale la “disaffezione” dell’opinione pubblica nei confronti dell’Europa, risiede nel fatto che “i Cittadini non conoscono l’obiettivo, le finalità del progetto europeo. Non si sa dove si va, verso dove si è portati, ed in più i temi attualmente sul tavolo della discussione non appassionano la gente”. Secondo Scheer, le responsabilità sono condivise tra i Governi, i Parlamenti nazionali, le Istituzioni europee ed i media: “l’Unione è anzitutto una comunità di valori, per cui gli Europei debbono dapprima riscoprire i valori comuni per poi scoprire l’Europa”. ” “” “