“L’assalto vero”, l’11 settembre, “non è stato solo contro una grande e operosa nazione, gli Stati Uniti, ma contro il potere economico mondiale, contro i grandi poteri, che strangolano intere popolazioni, affamandole, a volte, a viso aperto, ma assai più spesso, subdolamente”. Lo ha detto oggi mons. Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo di Lecce, intervenendo alla sesta Congregazione generale del Sinodo dei vescovi, in svolgimento in Vaticano fino al 27 ottobre. “Sui grandi temi della giustizia sociale, della solidarietà e del riequilibrio economico-sociale – ha proseguito l’arcivescovo – la Chiesa non è, non può essere neutrale, come non lo è mai sui temi della pace, della libertà, del dialogo. Gli uomini di oggi, credenti e non credenti, governanti e governati, devono sapere che la Chiesa è prudente e paziente, ma non è silente quando ne va di mezzo il diritto alla vita, alla salute, alla sopravvivenza, a quelli che sono i diritti fondamentali riconosciuti ad ogni uomo e a tutti gli uomini”. Per Ruppi, “la carità della Chiesa si fa sentire concretamente a favore degli immigrati spesso anche tra sacrifici, incomprensioni ed oltraggi, ma nessuno fermerà mai la Chiesa nella sua opera di accoglienza”. Edonismo, consumismo, economia di mercato: sono questi, ha concluso l’arcivescovo di Lecce definendo il vescovo “profeta della giustizia” e “apostolo della carità”, i “peccati sociali” che i pastori della Chiesa hanno il compito di denunciare, mettendosi “dalla parte dei poveri senza equivoci e senza riserve” per “portare il vangelo della speranza ai poveri, ai malati, ai profughi, ai rifugiati, ai carcerati, a tutti gli oppressi e perseguitati nel mondo”. ” “” “