ATTENTATI USA: SINODO DEI VESCOVI, IL RUOLO DELLE RELIGIONI COME “MEDIATRICI” DI PACE

In Albania “le religioni hanno un ruolo insostituibile per la pace sociale” e i loro rappresentanti sono chiamati “a fare i mediatori”, anzi a svolgere il ruolo di veri e propri “ammortizzatori sociali”. Lo ha detto mons. Angelo Massafra, presidente della Conferenza episcopale albanese, intervenendo oggi alla sesta Congregazione generale del Sinodo dei vescovi, in svolgimento in Vaticano fino al 27 ottobre. E ieri il patriarca di Gerusalemme dei Latini, Michel Sabbah, nel corso della quinta congregazione generale ha detto che “è compito del vescovo aiutare la società umana nella lotta contro il terrorismo” ed “aiutarla a identificare le radici del male, vale a dire le ingiustizie politiche, fra cui la sorte del popolo palestinese, l’embargo contro l’Iraq che rende disumana la vita di milioni di persone innocenti, e le ingiustizie sociali che dividono il mondo in paesi ricchi e paesi poveri”. In Albania, ha proseguito Massafra, “i rapporti con i musulmani e ortodossi sono improntati a rispetto, accettazione e collaborazione per i grandi ideali, come abbiamo fatto in questi anni molto difficili sia per la situazione interna sia durante la guerra nel Kossovo”. Ricordando la testimonianza del suo predecessore, mons. Pierre Claverie, martirizzato nel ’96, il vescovo di Oran, in Algeria, mons. Alphonse Georger, ha osservato che “la nostra presenza in terra d’Islam risulterà possibile, auspicata e autentica soltanto se saremo gli umili servitori dell’amore gratuito di Gesù”, soprattutto “nei periodi difficili caratterizzati da crisi sociali (integralismo, terrorismo), che alcuni dei nostri Paesi stanno attraversando”. Un testimone diretto delle difficoltà che si trova a vivere un vescovo in Paesi “di frontiera” è stato mons. Joseph Henry Ganda, presidente della Conferenza episcopale della Sierra Leone, che nel ’98 è stato rapito e torturato dai ribelli. ” “” “