VOLONTARIATO, MONS. NERVO AL MINISTRO SIRCHIA: “DI QUALE VOLONTARIATO SI STA PARLANDO?”

“Che cosa c’è dietro la dura presa di posizione del Ministro della salute, Sirchia, contro il volontariato? Di quale volontariato parla? Che cosa intende il ministro per ‘politica’ quando accusa il volontariato ‘di essere diventato uno strumento nelle mani della politica’?”. Sono queste le provocazioni che mons. Giovanni Nervo, presidente onorario della fondazione Zancan, ha rilanciato al ministro Sirchia, dopo le sue affermazioni dei giorni scorsi contro il mondo del volontariato, dalle pagine dell’ultimo numero del settimanale diocesano di Padova “La Difesa del Popolo”. “Sentendo le categoriche accuse del ministro – scrive mons. Nervo – viene il dubbio che nella sua mente ci sia un po’ di confusione sul volontariato”. Da sempre, “il volontariato – spiega – ha posto al centro” della sua attenzione “il valore della persona e la tutela dei soggetti più deboli della società: quindi la realizzazione del bene comune di tutti e di ciascuno, con particolare attenzione e priorità ai più deboli”. Per questo, dopo le parole del ministro Sirchia viene da chiedersi se “si vuole creare – afferma mons. Nervo – un volontariato tecnico, manageriale, non politicizzato, disponibile ad assumersi anche deleghe e compiti propri dello stato?”. Però, bisogna anche constatare che “l’invesitura dello stato – continua – al terzo settore pare vada in senso opposto alle iniziative libere della società civile. Se il terzo settore riceve l’investitura dallo stato per gestire i servizi alla persona, quale spazio di libertà potrà conservare il volontariato per dare vita ai servizi innovativi che rispondano ai bisogni emergenti?”. Tutto ciò, poi, ancora più aggravato “dalla linea del governo annunciata dal ministro Maroni di redigere un testo unico del non profit che accorpi e unifichi le tre leggi sul volontariato, sulle cooperative sociali, sull’associazionismo di promozione sociale”. Tuttavia, “su un punto – conclude – il ministro ha ragione: quando chiede più chiarezza e più trasparenza” in questo settore; ma “si giungerà mai a chiamare volontariato il lavoro di servizio non pagato?”.