“La nostra risposta militare deve essere guidata dai limiti morali tradizionali nell’uso della forza. L’azione militare è sempre riprovevole, ma può essere necessaria per proteggere l’innocente e difendere il bene comune”. E’ questa la posizione dei vescovi americani in merito all’attacco Usa in Afghanistan, espressa oggi da mons. Joseph A.Fiorenza, vescovo di Galveston-Houston e presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti ” “Nel chiedere “preghiere per il nostro presidente e per i leaders nazionali, per i militari al nostro servizio e per coloro che sono stati toccati dagli attacchi terroristici” mons. Fiorenza chiarisce che la risposta militare “è diretta nei confronti di chi usa il terrore e di chi li assiste, non contro la popolazione afghana o l’Islam. Le misure per garantire la sicurezza di civili innocenti sono necessarie e importanti. Sosteniamo fermamente le iniziative umanitarie che offrono risposte alla situazione della popolazione afghana, specialmente i rifugiati e i profughi”. Per questo si sente incoraggiato “dagli sforzi per costruire una coalizione globale per cercare la giustizia e una risposta risolutiva usando mezzi diplomatici, economici e umanitari, così come strumenti militari legittimi”. Il presidente della Conferenza episcopale chiede poi “misure diplomatiche per assicurare una pace giusta per i palestinesi e gli israeliani e un mondo più giusto e pacifico”. “Ogni nostro sforzo – conclude – deve essere guidato dal desiderio di un mondo che rispetti veramente i diritti e la dignità di ogni persona”.” “