SINODO DEI VESCOVI: TANZANIA, CON L’AIUTO CEI I PRIMI 35 DIPLOMATI IN COMUNICAZIONE SOCIALE

“Come vescovi dobbiamo portare la speranza nel mondo delle persone povere e ignoranti”: lo ha detto questa mattina l’arcivescovo di Songa (Tanzania), mons. Norbert W. Mtega. Raccogliendo il “grido pressante dei paesi in via di sviluppo”, mons. Mtega ha detto che “per i paesi del terzo mondo il tipo peggiore di povertà è l’ignoranza”, lanciando una sorta di programma di azione: “Dobbiamo investire nell’educazione e, laddove è possibile, coordinare i nostri sforzi con quelli dei nostri governi”. L’arcivescovo ha ricordato che in novembre la Conferenza episcopale della Tanzania conferirà dei diplomi nelle comunicazioni sociali, i primi del paese, ai primi 35 studenti interamente sostenuti dalla Conferenza episcopale italiana. Mons. Mtega ha ringraziato la Cei e la Chiesa italiana per questo sostegno concreto. Ha anche ricordato che la Conferenza episcopale tedesca e il Governo tedesco stanno finanziando i corsi di diploma nella nuova università e da dieci anni sostengono, con finanziamenti un programma ecumenico per migliorare i servizi educativi e sanitari nel paese. Dell’importanza della “comunicazione”, come forma strettamente correlata alla “comunione”, ha parlato anche mons. Marcello Semeraro, vescovo di Oria. “Comunicazione – ha detto tra l’altro – non è prima di tutto trasmissione di informazioni e notizie, bensì e più profondamente, ad un livello ontologico, apertura e dono di sé all’altro. Cioè comunione”. Mons. Victor Chikwe, vescovo di Ahiara (Nigeria), ha invece parlato della tendenza di non pochi mezzi di comunicazione “a fare uscire da ogni proporzione e contesto i problemi dei sacerdoti nei territori di missione”, in riferimento al tema del celibato sacerdotale.