Una lunga serie di motivi per dire “no” alla guerra viene illustrato dai volontari dell’Aifo, l’Associazione italiana amici di Raoul Follereau (impegnata nella lotta alla lebbra), in una “Lettera aperta a chi pensa che la guerra sia il male minore” diffusa oggi. Tra le tante ragioni, i volontari di questa organizzazione non governativa che ha progetti di sviluppo in tutto il mondo, dicono “no” alla guerra perché è “inutile” e “legittima l’avversario”, al contrario “la lotta al terrorismo” andrebbe combattuta “togliendo nutrimento al terrorismo, bloccandone i finanziamenti, le relazioni, portandolo allo scoperto”. “No perché è retorica – continuano -. Si afferma che dobbiamo difendere il mondo libero, il nostro stile di vita. Come suoneranno queste parole a chi del nostro stile di vita paga il prezzo: gli affamati, i senza acqua e senza cure, le vittime di tante guerre?”. Inoltre, si chiedono, “perché ci si accorge delle donne e del popolo afgano solo oggi, dopo aver chiuso per anni gli occhi sulle vessazioni di un regime oscurantista e crudele?”. “No” perché è “una guerra paravento”: “Dietro una spettacolare azione di forza si lasciano irrisolti i problemi veri che affondano le loro cause nella ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta”. “No” perché è “pericolosa” e “sta trasformando un miliardario a capo di un’organizzazione clandestina nel leader dei musulmani e di tutti i reietti del pianeta”.