GUERRA AL TERRORISMO: MONS. MARTINO, “NO” AL NUCLEARE, “SÌ” ALL’IMPEGNO PER “PACE, GIUSTIZIA E SICUREZZA”

Un appello rivolto a tutti gli Stati, affinché ratificano al più presto il Trattato per la sospensione completa dei test nucleari (Ctbt) è stato rivolto da mons. Renato Martino, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, che ha definito la Conferenza delle Nazioni in svolgimento in questi giorni su questo tema un’occasione per “rinnovare il nostro comune desiderio di una pace, una giustizia ed una sicurezza durature per tutti i popoli”. “Sulla scia degli esecrabili atti che sono costati così tante vite innocenti – si legge nell’intervento di mons. Martino, diffuso oggi dalla Sala stampa della Santa Sede – solo due mesi fa a New York, a Washington e in Pennsylvania, e della continua violenza che mette in pericolo la pace e l’armonia di innumerevoli popoli in così tante parti del mondo”, è un “solenne dovere di tutti gli Stati lavorare attivamente per la pace”. Senza una messa al bando definitiva del nucleare “e delle altre armi di distruzione di massa”, ribadisce il Vaticano, “la sicurezza di tutti gli Stati e, cosa ancora più importante, delle popolazioni del mondo continuerebbe ad essere seriamente minacciata”, e il mondo “resterebbe nella pericolosa palude di tensioni e recriminazioni”. “Gli armamenti nucleari”, ha concluso Martino, “sono incompatibili con la pace”, e la voce della Santa Sede “si unisce all voce di coloro che si rivolgono agli Stati (tra cui proprio gli Stati Uniti, ndr.), la cui ratificazione è necessaria per l’entrata in vigore del trattato”, già siglato dal Vaticano nel 1996 e poi ratificato il 18 luglio scorso.