NOTA SIR. Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana

In molte diocesi e in tante occasioni di incontro nel quadro nazionale siamo ormai nel vivo del decennale cammino proposto dagli orientamenti pastorali su “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”.” “Alcuni passaggi meritano di essere sottolineati. Innanzi tutto il bisogno di riappropriarsi, di riscoprire e rilanciare l’essenziale. E’ un po’ la lezione del Giubileo e l’esperienza della storia di questi mesi: la guerra, il terrorismo, le ingiustizie a livello planetario, ma anche una sensazione di insicurezza e un certo tasso di violenza nella vita quotidiana. Quello “sguardo fisso su Gesù” proposto dal documento è essenziale proprio perché invita a riflettere ed a riappropriarsi dell’essenziale, con la più larga apertura di cuore. Non a caso ” “Ne emergono, dai diversi pronunciamenti delle diocesi e dai convegni nazionali di questi mesi, ultimissimo quello dei direttori degli uffici comunicazioni sociali, tre pressanti impegni, che si potrebbero sintetizzare con tre parole da tempo nel linguaggio ecclesiale: la formazione, la sinergia e l’estroversione. Il punto è che queste tre priorità, che pure suggerirebbero una approccio graduale, debbono essere affrontate in contemporanea. ” “Semplificando: sono finite le rendite formative accumulate nei decenni centrali del secolo ventesimo, è necessario articolare il grande pluralismo di soggetti cattolici in termini di circuiti virtuosi di “missione”, si avverte la necessità di sapere dire una parola nel cosiddetto dibattito che non sia semplicemente quella richiesta in copioni già scritti da altri, ma risulti, tra tanta fiction, autentica ed originale, perché capace di parlare alla vita.” “Non è un caso allora che in questo quadro il “progetto culturale” sia visto come una precisa utilità di sistema, stia entrando nell’ordinario della vita ecclesiale, proprio come pungolo ad uscire dall’ordinarietà. E non è un caso che si parli molto di laicato, rilanciando, come è stato fatto dal Consiglio Permanente della Cei, il valore, il significato, l’importanza dell’Azione Cattolica.” “Certo l'”agenda” proposta dagli “Orientamenti pastorali” è impegnativa e i nodi che sono subito emersi lo confermano. Ma è una conferma che non genera complessi di chiusura. Al contrario: sembra impegnare a nuove forme di comunicazione diretta, calda, sollecita ad uscire da una sorta di rassicurante recinto spesso autopercepito come “minoritario”, per intercettare disponibilità e domande nuove e così continuare a parlare a tutti. Proprio mentre le vicende mondiali ci costringono ad interrogarci davvero come italiani sulla nostra identità.” “” “” “