“Rivolgere uno sguardo alla terribile situazione in cui in tutta Europa si trova un’intera categoria di esseri umani nella fase più giovane della loro esistenza”: a lanciare questo appello ai “grandi della terra” affinché lottino contro l’aborto sono i 500 partecipanti e rappresentanti delle associazioni che hanno per scopo la difesa della vita in Albania, Bulgaria, Croazia, Moldavia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ucraina, Ungheria, Kirgikistan. A conclusione del convegno nazionale dei Centri e dei Servizi di Aiuto alla Vita di tutt’Italia, svoltosi nei giorni scorsi a Trieste e a Grado sul tema “Globalizzazione, scienza e vita tra servizio e poteri” è stato approvato all’unanimità un documento in cui si chiede l’attenzione sull'”idea di un’Europa unita dall’Atlantico agli Urali non solo in virtù di una pur necessaria integrazione economica, ma anche e soprattutto del rispetto della dignità umana, da cui discende il principio dell’uguaglianza di tutti i membri della famiglia umana e quello della tutela del diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale”. Secondo i firmatari dell’appello, infatti, “la capacità di riconoscere uno di noi anche nel più piccolo e più povero tra gli esseri umani, qual è il figlio concepito”, è “il segno della definitiva vittoria sul materialismo e la garanzia certa di un’unità europea fondata sulla uguaglianza, sulla democrazia, sulla libertà e sulla solidarietà”. In un momento “di grande preoccupazione per il terrorismo nel mondo”, è la conclusione del documento, tornano di attualità le parole di Madre Teresa di Calcutta: “L’aborto è il principio che mette in pericolo la pace nel mondo”.