Le guerre batteriologiche sono una “forza malefica” e una evidente testimonianza di come “la tecnica medica, se lasciata a se stessa e non orientata al bene comune”, finisca col “distruggere l’uomo”. Lo ha detto oggi mons. Javier Lozano Barragàn, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, presentando in una conferenza stampa il convegno, promosso dallo stesso dicastero pontificio, su “Salute e potere”, che si svolgerà in Vaticano dal 15 al 17 novembre e al quale parteciperanno rappresentanti di 60 nazioni, oltre ad esperti e specialisti del settore. Nel campo della sanità, ha detto Barragàn rispondendo alle domande dei giornalisti, “bisogna adoperare il potere in modo che contribuisca nella verità e con l’amore a proteggere e a garantire la salute per tutti”, facendo in modo che “le sue risorse non si trasformino in forze malefiche che ci distruggono in un terrorismo di guerre batteriologiche”. Altra questione sollecitata dai presenti, quella dei brevetti dei farmaci, la cui “proprietà privata”, come ha ricordato a più riprese il Papa, non può essere intesa come “assoluta”, perché “ha un’ipoteca sociale”. “Quando il bene comune di una nazione – ha ribadito Barragàn – esige che cessi la proprietà privata a vantaggio della proprietà sociale, i diversi governi hanno il dovere di agire in questo senso”. Un esempio concreto: l’Aids. Lo Zambia, ad esempio, rischia “la scomparsa”, visto che il 20% della popolazione, che conta 9 milioni e mezzo di abitanti, è colpita da questa piaga: “Se è vero che per ogni malato almeno ci sono almeno altre tre persone contagiate – ha commentato Barragàn – ciò significa che l’80% della popolazione è contagiata, e nessuno di loro può pagare 10-15 mila dollari a testa per il ‘cocktail’ di farmaci necessario per le cure”. E’, questo, ha concluso il relatore, è “un caso chiaro in cui bisogna rinunciare alla proprietà dei brevetti, per permettere alla popolazione di curarsi”. Sempre per iniziativa del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, il 30 novembre e il 1° dicembre si svolgerà in Vaticano un simposio su “Il volontariato cattolico in sanità”, con la partecipazione di 5.000 volontari.