ECUMENISMO: GIOVANNI PAOLO II, “ECUMENISMO, SCELTA IRREVERSIBILE”

“Il cammino ecumenico è irreversibile” e dal vocabolario ecumenico vanno bandite parole come “crisi, ritardi, lentezze immobilismo compromessi”. Nel suo messaggio ai partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, dedicata a “Comunione: dono ed impegno – Analisi dei risultati dei dialoghi e futuro della ricerca ecumenica”, Giovanni Paolo II ha voluto ribadire l’impegno della Chiesa verso “il ristabilimento della piena unità di tutti i cristiani”.” “”Una via difficile – ha detto il Papa – ma tanto ricca di gioia, che conduce all’unità e alla piena comunione fra i cristiani”. “Le commissioni di dialogo internazionali – ha ricordato il Pontefice – sono pervenute a risultati di convergenza che costituiscono una base solida su cui proseguire la comune ricerca… L’accentuazione della dimensione ecumenica nella catechesi, nella formazione e nella diaconia, rappresentano un provvidenziale binomio, che non mancherà di dare consistenza agli sforzi ecumenici finora compiuti”. Due sono, per il Pontefice, gli orientamenti che debbono guidare questo sforzo: “il dialogo della verità e l’incontro nella fraternità. In ogni circostanza significativa, quando ci si imbatte in difficoltà o ostacoli, ci viene in aiuto la fraternità ritrovata stimolandoci a quell’atteggiamento fondamentale di conversione che apre il cuore al perdono. La piena comunione di tutti i cristiani non è ancora purtroppo raggiunta. E’ innegabile però che un lungo tratto di strada è stato percorso, e ben diverso, rispetto al passato, è il clima che regna oggi fra i cattolici e i cristiani delle altre Chiese e Comunità ecclesiali”. Il Papa si è detto convinto che “approfondire il senso teologico e sacramentale della nozione di “comunione” equivale a riconfermare gli insegnamenti conciliari come bussola dell’impegno ecumenico nel nuovo millennio. Approfondendo la ricerca e il dibattito su questo tema, la teologia ecumenica affronterà il banco di prova più impegnativo. La messa a punto di una vera nozione ecclesiale di “comunione” renderà possibile un sempre maggiore arricchimento reciproco”.” “”Sono certo – ha concluso Giovanni Paolo II – che nella ricerca teologica rigorosa e serena, nella costante implorazione della luce dello Spirito, potremo affrontare anche le questioni apparentemente insormontabili come quella del ministero del Vescovo di Roma, su cui mi sono pronunciato in particolare nella mia Lettera enciclica Ut unum sint”.” “